Era l’unica zona a Milano senza stemma. Come mai? Nella scorsa consigliatura diverse le commissioni per decidere quale logo adottare; era stato anche proposto un bando pubblico, ma poi nulla di fatto; è stato in questa consigliatura, con la combinazione di due commissioni, “Cultura, manifestazioni ed identità” e “Decentramento politico e Amministrativo”, che si è arrivati ad approvare definitivamente il 7 giugno 2007 in Consiglio quello da me proposto.
Nel dibattito è emersa l’obiezione da parte di alcuni esponenti di sinistra alla dotazione di uno stemma: il non volere “appartenere” a qualcosa e/o a qualcuno; in questo momento storico in cui sentiamo sradicare la nostra identità, a percepire uno svuotamento culturale, dovrebbe invece essere più reale il desiderio di appartenenza, di ricerca delle nostre radici, di attaccamento alla nostra terra e della sua storia; e fosse anche solo per questo la ricerca dello stemma di zona è stato motivo di richiamo alla nostra identità.
Alle prime battute della commissione, infatti, l’attenzione si è rivolta subito alla chiesa di Chiaravalle, in particolare al suo campanile detto la “Ciribiciaccola”; diversi sono i motivi di questo curioso nome: i “ciribiciaccolini” potrebbero essere infatti i frati dell'abbazia o le colonnine della torre, o ancora i piccoli della cicogna, che in passato nidificava sulla torre, dal verso dei cicognini (ciri) e lo sbattere del becco della cicogna contro le colonnine; da qui poi è nata anche una filastrocca milanese (riportata nel box e leggibile solo dai milanesi doc).
Ma cosa è e cosa rappresenta Chiaravalle per la nostra zona? Alle invasioni barbariche medioevali che distruggevano raccolti e uccidevano barbaramente le popolazioni, un movimento di uomini che in nome della loro fede cristiana non fuggiva, ma ricominciava a vivere, qualunque cosa fosse capitata, si impose e dettò un “metodo” di vita che fece rinascere la nostra civiltà. In questa zona infatti i monaci cistercensi crearono uno dei centri più vivi, sia in senso artistico che religioso. Risanarono la zona, da paludosa che era, e costruirono uno splendido complesso architettonico. “Minoranze creative” in grado di trasformare la società ha detto il Papa Ratzinger. E’ a queste radici cui noi dobbiamo far riferimento alla nostra civiltà occidentale e dell’Europa. L’abbazia di Chiaravalle è allora per la nostra zona punto di riferimento sia artistico (uno dei più prestigiosi monumenti nei dintorni di Milano) ma anche culturale rappresentativo di una storia che è fatta di tutti, credenti o non.
Un'altra caratteristica propria della nostra zona è l’acqua; ovunque ci si giri troviamo corsi d’acqua: i navigli, le rogge.
Come è fatto lo stemma? E’ ricorrente il numero cinque: cinque lati di un rombo stilizzato di colore giallo, cinque flussi d’acqua di colore blu e il numero che identifica la zona con lo stesso carattere del Comune di Milano. |
La Ciribiciaccola
“Sora del campanin de Ciaravall gh’è una ciribiciaccola
con cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt
var pusse’e la ciribiciaccola che i soo cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt
la ciribiciaccola la ciciara i ciribiciaccolitt ciciaren
ma la ciciarada de la ciribiciaccola l’è pusse’e lunga de quela
de i cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt
quant i cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt voeren ciciarà con la ciribiciaccola
la ciribiciaccola l’è pronta a ciciarà con i cinqcentcinquantacinq ciribiaccolitt ” |