MUSICA: CHI LA AMA E CHI NO |

“Beethoven e Wagner ci hanno squassato i nervi e il cuore per molti anni. Ora ne siamo sazi… Non possiamo vedere quell’enorme apparato di forze che rappresenta un’orchestra moderna senza provare la più profonda delusione davanti ai suoi meschini risultati acustici. Conoscete voi spettacolo più ridicolo di venti uomini che s’accaniscono a raddoppiare il miagolio di un violino? Via! Usciamo, poiché non potremmo a lungo frenare in noi il desiderio di creare finalmente una nuova realtà musicale...”
No!, questo non è il manifesto futurista musicale, quello del 1913 di Russolo, dei futuristi che soprannominarono l'amore per il passato "passatismo", ma quello citato è in breve un proclama di un consigliere dell’opposizione di zona 5 che ha voluto motivare il suo non voto ai diversi concerti natalizi che il consiglio di zona ha in seguito approvato.
Ma come è possibile oggi, dopo tutto il Novecento, fare ancora queste affermazioni? Probabilmente non ha incontrato la “Bellezza”, come l’ho incontrata io e molti altri. E allora è meglio rileggere il manifesto di don Giussani della collana musicale “Spirto Gentil”: “Nella musica, nel panorama della natura, nel sogno notturno, è a qualcosa d’altro che l’uomo rende il suo omaggio, da cui aspetta: lo aspetta. Il suo entusiasmo è per qualcosa che la musica, o tutto ciò che è bello al mondo, ha destato dentro…Afferra ciò che può afferrare, ma attende un’altra cosa”.
Altrimenti perché proporre ancora concerti, e perché allora andare numerosi ad assisterli? Forse nella gente non c’è così tanta ideologia come nel consigliere dell’opposizione, architetto (?) che reputa “pieno di muffa, vecchio” il concerto natalizio.
Grazie allora alla maggioranza del consiglio di zona che ci ha invece offerto degli ottimi concerti, nel nome di Vivaldi, Bach, Albinoni, Haendel.
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